Bollettino della crisi

Grecia e America intimoriscono Borse e spread. Dopo aver scambiato in territorio positivo per tutta la mattina, le principali piazze finanziarie ieri hanno virato in negativo sulla scia delle richieste in aumento dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: chiusura in rosso per tutte le principali piazze, con l’unica eccezione della Borsa di Londra. Milano la peggiore a meno 1,37 per cento.
23 AGO 12
Ultimo aggiornamento: 11:38 | 24 AGO 20
Immagine di Bollettino della crisi
Grecia e America intimoriscono Borse e spread. Dopo aver scambiato in territorio positivo per tutta la mattina, le principali piazze finanziarie ieri hanno virato in negativo sulla scia delle richieste in aumento dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: chiusura in rosso per tutte le principali piazze, con l’unica eccezione della Borsa di Londra. Milano la peggiore a meno 1,37 per cento. Il differenziale Btp/Bund in salita a 432 punti base rispetto alla chiusura di mercoledì per effetto anche delle parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, secondo il quale garantire più tempo alla Grecia per realizzare i necessari tagli di bilancio non risolverebbe i problemi di Atene. “La Grecia resti nell’euro ma deve mantenere gli impegni”, ha detto in serata Angela Merkel.

Che succede a Pechino? L’attività manifatturiera in Cina continua a calare. In agosto, per il nono mese consecutivo, l’indice dei direttori incaricati degli acquisti è sceso a 47,8 punti, da 49,3 a luglio, secondo i dati preliminari della banca Hsbc. Un indice superiore ai 50 punti indica un’espansione dell’economia, sotto questo livello una contrazione. Si tratta del peggiore andamento dal novembre scorso. Ma Pechino si espande. Le acquisizioni di attività e aziende Usa da parte della Cina sono a livelli record quest’anno, ha scritto ieri il Financial Times on line, sottolineando che è più facile di quanto si pensi per i cinesi ottenere il via libera a effettuare operazioni negli Stati Uniti. Il 2012 ha registrato acquisizioni cinesi negli Usa per un totale di quasi 8 miliardi di dollari.

Il tedesco salva stati. Dopo aver sollevato un dibattito con un’intervista rilasciata alla Faz, Wolfgang Kubicki, leader dell’Fdp nel Land Schleswig-Holstein, ribadisce al Foglio che il Fondo permanente salva stati Esm deve essere dotato di licenza bancaria. “Si tratterebbe di un’innovazione perfettamente compatibile con la Costituzione tedesca. Non c’è bisogno di una sua modifica. Non tocca alla Bce concedere la licenza, ma alla politica muoversi e rivedere velocemente il trattato che istituisce l’Esm”. “Bisogna riconoscere – aggiunge – che, di fronte alla recrudescenza della crisi, la ricetta Merkel è fallita. Per battere gli speculatori bisogna far capire loro che esiste la disponibilità a usare finalmente il bazooka”. “Ciò – spiega ancora Kubicki – non è in contrasto con la condizionalità degli aiuti. La Germania manterrà infatti il suo potere di veto e non concederà prestiti se non vi saranno sforzi riformatori. L’importante è però alleviare subito i costi di rifinanziamento per Spagna e Italia. Altrimenti, i due paesi si rifiuteranno presto di approvare altre riforme”.

Numeri confortanti per Berlino. Il pil tedesco nel secondo trimestre è cresciuto dello 0,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1 per cento annuo. Nel primo trimestre, era cresciuto dello 0,5 per cento. Inoltre le casse dello stato tedesco sono gonfie di denaro, con un attivo di bilancio che nei primi sei mesi del 2012 è esploso a 8,3 miliardi di euro. Prestazione mai raggiunta negli ultimi cinque anni.

Finlandia solidale con l’europeriferia. Il ministro finlandese degli Affari europei, Alexander Stubb, parlando al giornale svedese Dagens Nyheter, ha detto che “l’Europa è stata divisa per 50 anni tra l’est e l’ovest e sarebbe inutile separarla oggi tra nord e sud. Non vogliamo un nuovo Muro di Berlino”. Stubb si è anche detto convinto che la Grecia deve restare nell’orbita euro e che la Finlandia riuscirà a recuperare quanto prestato ad Atene. “La Grecia rimborserà quanto dovuto. Lavora per il lungo termine e speriamo che voglia rimettersi in piedi”. Le dichiarazioni di Stubb giungono tre giorni dopo quelle di Timo Soini, dirigente del partito di destra Veri Finlandesi, di dividere Eurolandia in due.

Il tassativo impegno di Fornero. “Domani (oggi, ndr), in Consiglio dei ministri, chiederò di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito”, ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. La tassazione sul lavoro, ha aggiunto, è “troppo alta”.